Mo! Il progetto

PERCHE' MO!

Mo. Perché è ora di agire. E perché è urgente farlo. La crisi non aspetta: distrugge posti di lavoro e moltiplica l’emigrazione. E non aspetta il cancro, che falcia vite con ferocia crescente.

La crisi economica e sociale ha esaurito persino le parole: dopo desertificazione, cosa c’è? Eppure in Campania si assiste a tour di politici dall’accento toscano o padano disposti a elogiare il tempo dei Borbone pur di continuare a raccattare consensi elettorali. Persino chi ha costruito la carriera sulle offese ai napoletani, oggi viene a chiedere voti al Sud. Ci prendono per scemi.

Non hanno ancora capito - e sarà utile che non lo comprendano subito - che il tempo è cambiato. Che la storia degli “stili di vita” responsabili d’improvviso della morte di giovani vite non ce la beviamo. Che non sappiamo che farcene di promesse. Che non ci fidiamo di politici locali bravi a servire il potente di turno.

Mo tocca a noi tirare fuori la nostra terra dal baratro. Non tradiremo, perché non possiamo tradire noi stessi. La storia insegna che questa terra fertile viveva meglio quando si governava da sola. Ci proveremo con la determinazione di chi sa che la nostra è la battaglia della vita. E ci riuscireMO!

PERCHE' UNA LISTA CIVICA CHE PASSI DAI "NO" AI "MO!"

Nulla nasce da zero: la Campania è terra di persone coraggiose, battagliere, fiere. In nome dell’ambiente, della salute, della giustizia, del lavoro ci si batte da anni non solo con i “no” ma con proposte alternative. Proposte che però il politico di turno lascia sistematicamente cadere. Perché sa che la sua legittimità non viene dal popolo ma da chi lo può inserire in una lista elettorale in posizione vincente.

I trafficanti di consenso sono convinti di spuntarla anche questa volta perché proveranno a replicare un vecchio schema: “Voi siete società civile, la politica tocca a noi”. Una trappola: qual è la differenza tra Civitas e Polis? La trappola serve a tenere lontane le persone oneste dalla partecipazione politica. Chi è cittadino attivo si occupa della comunità, della Polis e quindi non solo fa politica ma non deve vergognarsene. Si vergogni piuttosto chi lucra grazie alla cattiva politica: rubare a tutti non lo rende meno ladro, anzi.

Solo una lista civica dà voce diretta nelle istituzioni, purché tale lista non faccia da stampella o ruota di scorta a nessuna formazione politica responsabile del disastro. Solo chi non prende ordini da Roma, Firenze, Milano, Torino, Genova ha la credibilità di portare fino in fondo la nostra battaglia.