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PROPOSTE PER L'UNIVERSITA'

Inviato: 29/05/2015, 22:35
da davideabramo
E’ ben noto che le università campane, nonostante siano tra le più antiche d’Europa con centri d’ eccellenza come la Scuola di Medicina di Salerno, siano collocate agli ultimi posti nelle varie classifiche stilate da presunti istituti di statistica. I parametri presi in considerazione, sono in linea di massima riassunti in offerta didattica, offerta infrastrutturale della città e di borse di studio, servizio abitativo e servizio mensa. Tuttavia ciascun istituto ha i suoi parametri di valutazione, che prendono in considerazione anche la realtà socio-economica della città in questione. Per maggiori approfondimenti basta leggere un articolo del Fatto Quotidiano, in cui vengono ben specificati i criteri di valutazione delle università: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12 ... ore/81030/
A questo punto è doveroso fare una considerazione: gli atenei del Sud (senza distinzione di grandezza) sono molto penalizzati da questo tipo di classifiche che favoriscono anche un certo tipo di pubblicità negativa tipicamente nordica nei nostri confronti, tuttavia se prendessimo come esempio la Federico II di Napoli, potremmo notare che è una delle università che riceve più fondi in Italia dopo la Sapienza di Roma e l’Università di Bologna. (http://attiministeriali.miur.it/anno-20 ... 12014.aspx - http://attiministeriali.miur.it/media/2 ... o_2014.pdf ).
Detto ciò, è evidente che il problema non sono i fondi erogati dal Ministero (la questione si pone all’Università di Salerno e nel resto degli atenei del Sud), ma la gestione di questi e soprattutto la gestione della pubblicità negativa che continuamente si riceve da testate giornalistiche poco credibili. Si potrà affermare che la statistica è matematica e come tale è una scienza esatta, tuttavia è anche noto che le città con situazioni sociali molto precarie sono proprio tra quelle che ricevono maggior considerazione a livello universitario (vedi Roma, Milano e Torino).
Uno dei parametri più utilizzati e che penalizza pesantemente i nostri atenei è il servizio di infrastrutture per il diritto allo studio. La città di Napoli, in cui sono presenti più atenei, ha a disposizione SOLO due residenze universitarie: la Residenza "Antonio Paolella" situata in via Tansillo 28, e Residenza "Tommaso De Amicis" situata in via T. De Amicis 111 per un totale di 209 posti letto. Questo è sintomo di poca presenza di studenti fuori sede, o qualora ci fossero sono costretti a pagare l’affitto in appartamento. Non si può pretendere di arrivare al livello dei grossi atenei del nord Italia con un tipo di offerta irrisoria sul piano del diritto allo studio. Basti pensare che la città di Torino ha a disposizione più di 800 posti letto (la maggior parte delle strutture risalgono alle Olimpiadi del 2006). Un altro parametro molto considerato è l’internazionalizzazione degli atenei, in primis la presenza di studenti Erasmus ed extracomunitari che in quasi tutti gli atenei hanno la precedenza su ciò che riguarda le borse di studio ed il servizio abitativo, mentre al Sud pare si stia sviluppando non da molto tempo.

Data la situazione, le mie proposte sono 3:
1) La Regione Campania si impegni, insieme ai comuni, nel ricercare spazi o strutture da adibire a residenza universitaria, in modo da consentire a molte più persone di poter usufruire sia di borsa di studio che di servizio abitativo e quindi attrarre molti più studenti dall’estero o da fuori Regione. Incentivare il servizio di ristorazione, con messa a disposizione di più locali per la mensa universitaria e aumentare le convenzioni che al momento attuale sembrano poche (basti pensare che Torino ha una mensa per ogni residenza universitaria, più quelle che si trovano nelle varie sedi di ateneo più bar e ristoranti convenzionati).
2) La Regione Campania si impegni, in accordo con l’A.Di.S.U., a riservare obbligatoriamente un buon numero di posti letto nelle residenze universitarie ad extracomunitari e studenti Erasmus, in modo da attrarre studenti e ricercatori stranieri e rafforzare quella internazionalizzazione che nel corso dei secoli non è mai mancata alla Campania.
3) La Regione Campania si impegni a verificare la correttezza delle classificate stilate dai vari enti, denunciare la pubblicità negativa ed ingiustificata nei confronti delle Università campane e migliorare l’immagine di queste ultime esportando in tutto il mondo la loro qualità ed efficienza.
C’è molto lavoro da portare avanti. MO si può fare.