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MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 12/02/2015, 8:49
da mattia.digennaro
Questo è il testo del quinto punto della bozza di programma presentata a Caserta lo scorso dicembre

MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.
Definitiva soluzione del problema della Terra dei Fuochi e dello smaltimento illecito dei rifiuti industriali. Ciclo dei rifiuti urbani che escluda incenerimento e produzione di energia dal trattamento dei rifiuti ma preveda riciclo, riuso e recupero massimo di materia. Scelte energetiche che valorizzino fonti rinnovabili e mettano al bando le fonti fossili di idrocarburi. Insediamenti agricoli food/no food compatibili con le condizioni ambientali e a qualità certificata.

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 17/02/2015, 16:47
da Andrè Melluso
La Campania ha anche un forte ritardo sul fronte degli impianti per il trattamento della frazione organica e produzione di compost.

Altra cosa da evitare è che le aree agricole, divenute ancora meno fruttose dal punto di vista economico a causa della paura che possano esservi stati sotterrati materiali tossici, vengano ad essere oggetto di ulteriore cementificazione. Dovrà essere prioritario anche monitorare la sicurezza dei prodotti agricoli e di allevamento, bonificare dove possibile, cambiare produzioni (anche per fini non alimentari, per esempio ho sentito parlare di canapa), rimboschimenti con scelta delle specie attraverso esperti (un esempio di idea che andrebbe valutata: http://inchieste.repubblica.it/it/repub ... e-i-veleni ) .

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 17/02/2015, 22:15
da Lucio Iavarone
Sì André, è proprio questo il punto.
In questi anni si è attivata una strumentalizzazione e allo stesso tempo una criminalizzazione.
La strumentalizzazione è stata dei media, speculari e funzionali alle grandi multinazionali che avevano il chiaro intento di mettere sotto accusa i nostri prodotti per farne decimare il prezzo e acquistarli, speculando, a prezzi ridotti. E' quello che hanno fatto note aziende di ortaggi surgelati oppure di patatine fritte che hanno comprato i nostri ortaggi a prezzi sottocosto per gli agricoltori. La stessa strumentalizzazione è avvenuta ad opera degli industriali senza scrupoli che hanno interesse a far passare i terreni come tutti avvelenati per farvi speculazione cementizia oppure per insediarvi impianti insalubri (come le biomasse). Della serie: tanto quelle zone sono già inquinate, quindi ci possiamo mettere impianti inquinanti.
La criminalizzazione è invece avvenuta nei confronti dei comitati e delle associazioni dei cittadini che hanno urlato con forza lo scempio e che continuano a farlo. L'intento è far passare per colpevoli del tracollo dell'economia agroalimentare campana chi ha lanciato l'allarme e non chi invece ha avvelenato la terra e chi, come quelli descritti sopra, sono quelli che hanno il reale interesse a distruggere questa terra.
I comitati e i cittadini hanno invece l'unico interesse di curare la propria terra malata e vederla risorgere.
O passa questo concetto fondamentale oppure si innesca l'eterno conflitto tra salute e lavoro, tra cittadini e contadini, esattamente come quello dell'Ilva di Taranto tra cittadini e operai.
Prima superiamo questa fase e puntiamo tutti il dito contro i veri criminali e prima saremo capaci di uscirne tutti insieme, le forze sane della comunità straordinaria che si sta costituendo nella nostra Terra.

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 17/02/2015, 22:27
da Lucio Iavarone
Veniamo invece adesso alle soluzioni per intravedere la via d'uscita:
- Il lavoro del Comitato interministeriale (Corpo forestale, Regione, Università Federico II, Arpac, Istituto zooprofilattico, fondo per le erogazioni in agricoltura, ministeri) ad oggi si è concentrato sui primi 57 Comuni della Terra dei fuochi, partendo dai dati e dalle rilevazioni di ortofoto presenti nei cassetti dei vari enti da almeno 10 anni e che non erano mai stati incrociati. Da una proposta dei comitati di oltre un anno fa che fu accolta dal ministero delle politiche agricole è nato questo approccio. Incrociando quei dati furono identificati i primi 80 ettari a rischio in fascia 5 (altamente rischioso) perché dalle foto si evidenziavano fenomeni dubbi di movimento terra. Da quei 80 ettari dei 57 comuni si è arrivati a 40 ettari perché intanto la metà di essi erano diventati già strade, palazzi, parcheggi, centri commerciali (la qual cosa non ci rassicura affatto). Dei restanti 40 ettari è emerso che almeno 17 ettari vanno immediatamente inibiti alle coltivazioni mentre il resto può essere coltivato ma con la massima tutela e con certificazioni di controllo dei prodotti. Tutto ciò è quindi relativo a soli 57 Comuni
- Sulla base dell'approccio di cui sopra, si deve adesso provvedere ad estendere il territorio di riferimento delle analisi ad 88 Comuni, che è il raggio più ampio che è stato individuato nelle province di Napoli e Caserta. Questo non è stato ancora fatto e si dovrà poi procedere con tutti i comuni delle due province.
A questo punto l'approccio deve essere:
1) Tutto ciò che deve essere inibito alla coltivazione va immediatamente piantumato e trattato con tecniche di fitorimedio e biorimedio per trattarle con colture che nei decenni saneranno naturalmente i terreni. Va bene anche l'utilizzo della canapa purché qualsiasi coltura no food non sia destinata ad alimentare impianti a biomasse che vuol dire solo incrementare speculazione finalizzata ad ottenimento di finanziamenti pubblici per produzione energia che non danno alcuna garanzia in termini di tutela ambientale. La dimostrazione è che su tali tipologie di impianti si stanno scaraventando come al solito gli imprenditori senza scrupoli che hanno solo interesse a fare business ma alcuna attenzione all'ambiente.
2) Tutto ciò che invece p sano, suoli e prodotti, vanno IMMEDIATAMENTE tutelati con l'istituzione di MARCHI DI QUALITA' terra/aria/prodotto con tutte le certificazioni che ne dimostrino la salubrità e ne certifichino la produzione di eccellenza.
Solo così i consumatori riprenderanno fiducia e saranno tutelati e i nostri prodotti, che sono vere eccellenze mondiali saranno veramente valorizzate

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 18/02/2015, 0:42
da Salvatore Esposito
Ciao Lucio,
aggiungo di seguito una mia proposta.
Approfitto per ringraziarti per il tuo nobile e straordinario impegno!
Un caro saluto
Salvatore Esposito (UM Lombardia)

MO FELIX - INIZIATIVA "TERRA FELIX"
TERRENI PUBBLICI AI GIOVANI AGRICOLTORI/COOPERATIVE/MICRO IMPRESE CAMPANI

La regione Campania potrebbe assegnare "in concessione" a nuove micro-imprese/cooperative o semplici agricoltori (attraverso un bando regionale pubblico) terreni inutilizzati (di proprietà della regione) a fini agricoli.
La regione certifica il terreno, dopo un'analisi iniziale del terreno stesso (per garantire l'assenza di contaminazione), cede, attraverso una concessione temporanea (ad esempio quinquennale), ma rinnovabile, il terreno a fini agricoli, terreno che altrimenti non sarebbe sfruttato o ancora peggio andrebbe incontro ad incuria o abbandono.
Questa concessione comporterebbe per la regione il solo costo iniziale relativo all'analisi del terreno. Successivamente questa azione implicherebbe per la regione nuove entrate in termini di nuova occupazione e nuove tasse locali relative alle attività imprenditoriali che si verrebbero a creare.
Si possono prevedere anche alcune misure di sostegno finanziario quali la costituzione di un fondo di garanzia per il sostegno agli agricoltori che investirebbero sui terreni concessi.
Le terre non possono rimanere incolte, sono una risorsa preziosa: si può costruire una nuova economia che crea lavoro e sviluppo e difende l'ambiente e l'immagine della nostra Terra che recentemente è stata affossata dai ben noti drammi della Terra dei Fuochi.

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 27/02/2015, 1:14
da Salvatore Sparavigna
MA la quarta ERRE no? RIDUZIONE.

Re: MO FELIX. Dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze.

Inviato: 06/03/2015, 23:57
da Lucio Iavarone
Ottimo Salvatore (Esposito). Sicuramente i terreni vanno recuperati e valorizzati.
Il modello deve essere quello dei beni confiscati. Cooperative sociali di giovani al fine di creare lavoro ed economia sociale.

Sì Salvatore (Sparavigna). Per le soluzioni allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non c'è dubbio che le 4 R sono la strada:
- Raccolta differenziata;
- Riciclo e Recupero di materia;
- Riuso;
- Riduzione.
Ci sarebbe anche una 5 R che è Responsabilità: della comunità locale e soprattutto politica