Riconversione ad uso civile delle aree militarizzate

Le scuole, gli spazi pubblici, i parchi, i beni culturali e quelli demaniali saranno a disposizione di chi proporrà attività autogestite per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, il recupero della verità storica e in favore della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Pubblica sarà l’acqua potabile. Libero da inquinamento il mare.
antonio lombardi
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Iscritto il: 15/02/2015, 21:01

Riconversione ad uso civile delle aree militarizzate

Messaggioda antonio lombardi » 15/02/2015, 21:03

Collegherei allo sviluppo del turismo, alla tutela della salute e dell'economia e alla qualità della vita, l'impegno a promuovere la riconversione ad uso civile delle ampie aree militarizzate, a partire da quelle già dismesse, di cui sono carichi i nostri territori. È questo un tema scomodo, perché si scontra con poteri forti (apparato industriale bellico e casta militare), ma sensibile per la nostra gente, costretta a convivere con installazioni dannose e improduttive.
Recentemente, il Decreto Legge 91 del 24/6/2014 ha reso ancor più difficile la riconversione civile delle aree militari (in cui possono esserci sostanze pericolose): esse ora sono equiparate alle aree industriali, per le quali la legge prevede soglie di contaminazione molto più alte. Ciò scoraggerà non poco gli Enti Locali alla loro acquisizione e riconversione ad uso civile, poiché tali spazi dovranno essere ricondotti alle soglie, assai inferiori, previste per le aree residenziali e a verde pubblico: i costi di bonifica saranno molto più elevati!
La Campania, oltre alle ampie aree militarizzate, deve fare i conti anche con i "porti nucleari" (Napoli e Castellammare di Stabia), cioè quei bacini in cui è consentito il transito e la sosta di natanti a propulsione nucleare e con armamento nucleare (sottomarini e portaerei), cosa ad esempio vietata in USA. Avere una portaerei o un sottomarino nucleare in rada a Napoli è come avere una centrale nucleare a piazza Municipio. Un bel rischio per la popolazione, tant'è che la legge prevede piani di emergenza da adottarsi a protezione degli abitanti. Avete mai pensato che cosa significhi evacuare Napoli in caso di incidente nucleare in mare?

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