Il furto della Storia

Le scuole, gli spazi pubblici, i parchi, i beni culturali e quelli demaniali saranno a disposizione di chi proporrà attività autogestite per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, il recupero della verità storica e in favore della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Pubblica sarà l’acqua potabile. Libero da inquinamento il mare.
max_cerc
Messaggi: 2
Iscritto il: 10/02/2015, 17:21

Il furto della Storia

Messaggioda max_cerc » 10/02/2015, 18:01

E' un fatto ormai conclamato e fuori di alcun dubbio che la storia dell'unità italiana è stata riscritta e reinterpretata per proporla sui libri di scuola come liberazione dal basso. Fortunatamente gli storiografi (in primis britannici, più recentemente anche nostrani) hanno dimostrato a più riprese la fallacità delle categorie della storiografia tradizionale, sottolineando da un lato il carattere incidentale, sorprendente e in parte addirittura fortuito della spedizione garibaldina e dei suoi risultati e dall'altro le modalità dell'occupazione piemontese, molto più simili a una colonizzazione sotto vari aspetti, piuttosto che a una liberazione dallo straniero.

Nonostante le numerose scoperte della storiografia moderna, nelle scuole viene ancora insegnata agli studenti la favola delle guerre di indipendenza sotto forma di agiografia dell'unità. E' naturale che sia necessario del tempo affinché i risultati della frontiera della ricerca si facciano strada nel mainstream dell'insegnamento al livello più basso, ma pare sospetto che ancora, dopo alcuni decenni i programmi scolastici non siano stati rivisti. Tuttavia le recenti pubblicazioni da parte di eminenti studiosi mi fanno immaginare che non trascorrerà troppo tempo prima che almeno il seme del dubbio intacchi la favola dell'unità.

Al contrario ciò che mi colpisce e mi lascia estremamente sconfortato è il fatto che non c'è traccia alcuna, tanto nei programmi scolastici quanto nelle pubblicazioni di autori italiani nelle librerie, di una narrazione della storia del mezzogiorno che racconti un altro periodo piuttosto poco investigato dalla storiografia mainstream, cioè il medioevo. Chiunque ha certamente sentito parlare (benché con ogni probabilità solo di sfuggia) del Regno normanno di Sicilia, durante il quale il Meridione ha prosperato al centro del mediterraneo fino ai tempi di Federico II. Nessuno al contrario - e sfido i lettori del forum a stupirmi contraddicendomi - ha mai sentito parlare di Giorgio Maniace, di Giovanni Curcuas o di Basilio Boioannes. Costoro, Catapani di Italia (quando per Italia si Intendeva il Meridione e per Longobardia il Nord), hanno difeso con alterne vicende il sud della Penisola contro i bellicosi longobardi e gli eserciti dell'impero germanico. Costoro sono alcuni dei personaggi che hanno caratterizzato un periodo storico di grande centralità e importanza economica e culturale del Mezzogiorno, cioè il periodo che va dalle guerre gotiche di Giustiniano all'incoronazione del Conte Ruggero a Re di Sicilia. Sfortunatamente nei secoli dell'alto medioevo l'attenzione degli storici si focalizza sui comuni del centro e del nord italia (certo, meritevolissimi di menzione, in quanto configurazioni politiche pressoché uniche nella storia europea), ma dimentica troppo agevolmente di raccontare le sorti del contemporaneo Catepanato d'Italia, dei vicini principati longobardi di Capua, Benevento e Salerno, e della potentissima abbazia di Montecassino, i cui capi hanno più volte sfidato (e talvolta sconfitto) il Papa in persona. Alcuni passaggi fondamentali della storia d'Europa trovano la loro origine in questo contesto, come lo Scisma d'Oriente e la Prima Crociata, ma solo autori stranieri - come sempre britannici - si sono addentrati nei dettagli del racconto di questi secoli.

Sarebbe pertanto auspicabile, venendo ai termini squisitamente pratici, che le scuole (almeno meridionali) trovino spazio nei loro programmi - magari a discapito dell'abbondante trattazione dei comuni del nord, delle repubbliche marinare e dei cosiddetti re d'Italia del X secolo - per raccontare almeno dell'esistenza e dell'importanza del Catepanato d'Italia

Annamaria Pisapia
Messaggi: 6
Iscritto il: 04/02/2015, 23:22

Re: Il furto della Storia

Messaggioda Annamaria Pisapia » 11/02/2015, 14:40

Ciao Max Cerc, questo è un argomento che ci sta molto a cuore, tra l'altro io personalmente presentai una mozione a riguardo, al congresso di UM a Casalduni che fu approvata all'unanimità. Quindi, questo ti fa ben comprendere quanto sia prioritario anche per noi. Inoltre, la richiesta di introdurre testi scolastici riveduti e corretti sulla storiografia risorgimentale, è inserita nella carta dei principi di UM, ed è uno degli obiettivi primari. Nel frattempo, già portiamo nelle scuole la verità storica con grande partecipazione da parte di studenti e docenti. Insomma, piano piano ce la faremo e Mo ce la faremo ancora meglio e più velocemente ad arrivare agli obiettivi.
ciao
Annamaria Pisapia

Darkshewitsch
Messaggi: 6
Iscritto il: 05/02/2015, 19:56

Re: Il furto della Storia

Messaggioda Darkshewitsch » 12/02/2015, 16:11

Mi piace molto questo intervento. Ho sposato la causa meridionalista da poco e sto provando ad informarmi il più possibile. Ho ventisei anni e non mi occupo di storia, ma è un argomento che mi appassiona.
Mi chiedo, da profano, come sia possibile che davanti a resoconti storici così approfonditi - come quelli proposti da Zitara, Gulì, Ciano, Del Base, solo per citarne alcuni - non si pensi di riscrivere i libri di storia. Chi decide la storiografia ufficiale? chi decide i libri su cui studiare a scuola? come si potrebbe rinnovare la percezione comune della storia dell'Unificazione d'Italia, del Brigantaggio? perché ad esempio su nessun libro è scritto che si è trattato di una guerra civile vinta dai nordisti? Penso che questo sarebbe veramente fare i conti con il nostro passato, continuare a stare uniti da pari, e non più da servi e padroni.

Annamaria Pisapia
Messaggi: 6
Iscritto il: 04/02/2015, 23:22

Re: Il furto della Storia

Messaggioda Annamaria Pisapia » 13/02/2015, 10:37

Caro Max, ,le tue domande meriterebbero risposte lunghe e articolate, che sarebbe impossibile evadere sul forum. Posso solo cercare di condensarne qualcuna. I libri di testo vengono scelti dal collegio dei docenti che a loro volta seguono delle direttive del consiglio superiore della pubblica istruzione che comunque deve attenersi a quanto deliberato dal ministero della pubblica istruzione. Ora, tenendo conto che il governo, da 155 anni, opera applicando il modello colonizzatore italico, che si autoalimenta proprio grazie al condizionamento(imprinting), cui vengono sottoposti i bambini fin dai primi anni di attività scolastica, appare ovvio che la scuola diventa la fucina per mantenere lo stato di colonizzazione del Sud. E' pur vero che negli ultimi anni molti docenti adottano libri integrativi che affiancano quelli istituzionali. Va da sè, che essendo a discrezione del docente rimane pur sempre un fatto isolato e sicuramente non avverrà in una scuola del nord. Quindi, i risultati si avranno in tempi non immediati. Ma noi confidiamo proprio nei ragazzi come te che a loro volta diffonderanno quanto appreso, ed è proprio la vostra voglia che dà maggior forza al nostro progetto: il riscatto del Sud. Comunque, mi ha fatto molto piacere scambiare queste riflessioni con te e qualora volessi, se sei di Napoli, puoi venire a trovarci in Via Vittoria Colonna 30 Napoli, siamo aperti tutti i giovedì pomeriggio,così potremmo approfondire l'argomento.
ciao
Annamaria
p.s. nel caso potresti leggere qualcosa sulla colonizzazione consultando i libri della prof Patrizia Violi( ricordare il futuro la memoria...) scaricabile in rete; Bruce Lipton (la biologia delle credenze); Franz Fanon(I dannati della terra). Comprenderai appieno quanto il Sud sia in uno stato di colonizzazione. Questo il link delle pagine della Violi: www.trame.unibo.it/NR/rdonlyres/74AF3C3 ... ioli_9_06..

max_cerc
Messaggi: 2
Iscritto il: 10/02/2015, 17:21

Re: Il furto della Storia

Messaggioda max_cerc » 21/02/2015, 21:15

Signori, sono lieto di ricevere un feedback positivo sull'argomento da due utenti diversi per età e background professionale. Sarò lieto di passare un giovedì a fare due chiacchiere di persona

Annamaria Pisapia
Messaggi: 6
Iscritto il: 04/02/2015, 23:22

Re: Il furto della Storia

Messaggioda Annamaria Pisapia » 22/02/2015, 11:55

Ovviamente le mie risposte erano anche per Darkshewitsch. Spero si possa approfondire l'argomento, qualora vorrai, presso la nostra sede così scopriremo anche il tuo vero nome.
Ciao
Annamaria


Torna a “LIBERIAMOCI. La prima liberazione è quella della mente.”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron