Commissione Controllo Regionale Libri Testo Scolastici

Le scuole, gli spazi pubblici, i parchi, i beni culturali e quelli demaniali saranno a disposizione di chi proporrà attività autogestite per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, il recupero della verità storica e in favore della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Pubblica sarà l’acqua potabile. Libero da inquinamento il mare.
Annamaria Pisapia
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Commissione Controllo Regionale Libri Testo Scolastici

Messaggioda Annamaria Pisapia » 08/04/2015, 11:34

Di fronte al mondo sistemato dal colonialista il colonizzato è sempre supposto colpevole (Frantz Fanon -"I Dannati della Terra").
La colonizzazione del Sud avviata 154 anni fa potè espandersi grazie alla diffusione capillare, tra le altre cose, di una stroriografia improntata all'annichilimento di un popolo, della sua identità, al suo smembramento, sottraendogli forza e capacità. Un modello che si è sviluppato e alimentato in maniera esponenziale su cui la classe politica nord centrica ha costruito la sua egemonia sul Sud. Fin dal 1861 la storiografia venne affidata a quegli storici che vennero definiti "sabaudisti". L'indottrinamento avveniva attraverso compendi, letture, manuali che venivano imposti nelle scuole elementari. La schiera dei sabaudisti, a cui era affidata la revisione della storia, era ben nutrita e ben presto le loro opere vennero distribuite in tutta la penisola. Il ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli premeva per la diffusione della storia attraverso la ricostruzione del passato come "preparazione dell'evento unitario". Tra il 1865 e il 1880 i libri di testo scolastici sulla "Storia Patria",approvati dal ministero della Pubblica Istruzione nelle scuole elementari, raggiunsero le 317 pubblicazioni. Tra questi anche "Il Piccolo compendio della storia d'Italia esposta per biografie ad uso speciale delle scuole elementari" di Antonino Parato che venne adottato per oltre un trentennio, dove possiamo leggere,riguardo a Vittorio Emanuele:" essendo insorta Genova per opera dei faziosi, Ei la ridusse all'obbedienza più colla benignità che col terrore". Mentre nel libro di Luigi Zini "Storia popolare d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni del 1861 troviamo: "Ferdinando di Napoli malmenava il regno tenendo in piedi un inutile esercito di 50 mila uomini moltiplicando, per mantenerli, angherie senza fine, togliendo all'agricoltura uomini e cavalli per farli morire di tedio e di malattia...Ferdinando istigato da Carolina, invereconda e sanguinaria Messalina..." Tutto il libro è un inno alla santità e lealtà del re piemontese in contrapposizione al "Borbone",così come venivano liquidati dal Zini i re che si erano succeduti alla corte Borbonica, che erano tiranni, sanguinari, perfidi, infami, vili etc. Nell'educazione alla storia patria ,da impartire a fanciulli delle scuole elementari così come agli insegnanti vi fu un enorme dispendio di energie da parte dei ministri della pubblica istruzione che si succedettero per decenni. La Circolare Ministeriale del 26 novembre 1860 citava:" La storia nazionale deve essere identificata con la storia dei sovrani sabaudi...laddove l'insegnamento storico avrebbe dovuto contribuire a fornire ai fanciulli una prima idea della storia nazionale..."Ma data la riluttanza di molti insegnanti del Mezzogiorno ad adottare la nuova versione storiografica il Ministro Emilio Broglio nel 1868 istituì una commissione d'inchiesta in cui spiegava che: i maestri erano estranei in massima parte, quando non ostili, al nuovo corso politico inauguratosi nel 1861...specie nelle scuole degli ex territori pontifici e del Meridione..." L'obiettivo doveva essere ancora lontano se nel 1880 l'allora ministro della P.I. Guido Baccelli effettuò una serie di riforme che includevano anche le "conferenze pedagogiche" che si tenevano in tutta la penisola, dove si ribadivano sempre gli stessi concetti relativi alla diffusione della storia patria, ritenendo che: essa è da considerarsi uno dei mezzi efficaci per diffondere nella scuola lo spirito nazionale, avendo di mira la gratitudine ai grandi benemeriti...le cognizioni storiche vengano ribadite nella mente e nel cuore dei fanciulli..." E' indubbio che quel lavoro di colonizzazione mentale continua tuttora, e i libri di testo scolastici attuali ce ne danno conferma. Quel "lavoro" iniziato nel 1860 rappresenta il primo anello del DNA colonizzante su cui si sviluppa e si riproduce il modello Sud. A suffragare la tesi di colonialismo basterà consultare la mole enorme di libri e di leggi che vertevano in quella direzione. Pertanto, ritengo necessario che venga istituita una "Commissione di Controllo Regionale", per l'adozione dei libri di testo scolastici, formata da psicologi, semiologi oltre che docenti. Sarebbe opportuno valutare anche la possibilità di una proposta di legge per la richiesta di una "Commissione Parlamentare D'inchiesta", dove venga valutata l'eventualità che attraverso i libri di testo, possa essere stato trasmesso un messaggio razzista e ricco di pregiudizi e luoghi comuni, di una parte del paese verso l'altra.

antonio lombardi
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Re: Commissione Controllo Regionale Libri Testo Scolastici

Messaggioda antonio lombardi » 10/04/2015, 22:48

Questa nota tocca un tema non secondario per lo sviluppo della nostra comunità, tema che si definisce nei termini del rapporto tra educazione e politica: le responsabilità della politica sull'educazione -in quanto ne orienta modi, obiettivi, contenuti- e quelle dell'educazione sulla politica -in quanto promuove o inibisce le potenzialità dell'essere umano a pensarsi ed agire come protagonista della costruzione della comunità.
Sostengo la proposta, proprio per la sua importanza decisiva.


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