Alcune proposte per il Trasporto Pubblico Locale in Campania

Le scuole, gli spazi pubblici, i parchi, i beni culturali e quelli demaniali saranno a disposizione di chi proporrà attività autogestite per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, il recupero della verità storica e in favore della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Pubblica sarà l’acqua potabile. Libero da inquinamento il mare.
Dario Palumbo
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Alcune proposte per il Trasporto Pubblico Locale in Campania

Messaggioda Dario Palumbo » 06/02/2015, 21:30

Salve a tutti

Consentitemi di iniziare con una "cazziata" :lol: : manca un forum sull'argomento trasporti pubblici, e secondo me questo settore, di competenza regionale, è molto importante per la vita dei cittadini campani.

Espongo di seguito alcune mie considerazioni, da semplice pendolare, sperando che ne possa nascere un dibattito interessante, che magari porti all'elaborazione di un punto del programma sul Trasporto Pubblico Locale

SITUAZIONE ATTUALE: Il Consorzio Unico Campania è un consorzio tra aziende di trasporto pubblico, che unifica biglietti e tariffe per il trasporto regionale locale (TPL) in Campania. Un viaggiatore con un singolo biglietto (oggi chiamato TIC) può viaggiare su mezzi di più aziende. Le aziende (da pochi mesi a questa parte) possono emettere biglietti aziendali, che consentono di viaggiare soltanto sui mezzi dell'azienda emettitrice.

Gli incassi del Consorzio (biglietti/abbonamenti TIC + fondi pubblici) sono ripartiti tra le aziende sulla base del servizio erogato, e l'entità dei ricavi dipende da
  • numero di chilometri nominali che le corse dell'azienda offrono
  • tipologia e zone del servizio offerto (tratte diverse generano ricavi diversi, il prezzo a chilometro varia in base alla zona e alla tipologia del servizio)
    Gli incassi dei biglietti aziendali vanno invece direttamente all'azienda.

Questa ripartizione dei fondi avviene pertanto "sulla carta", ossia non vi è un efficace controllo che le tratte vengano effettivamente percorse. Se un'azienda salta delle corse, ciò non si traduce automaticamente in un calo dei ricavi. Il Consorzio Unico effettua dei controlli, ma sono assolutamente insufficienti a monitorare efficacemente tutte le aziende che operano nel consorzio.

In questo scenario, un'azienda è "invogliata" (o comunque, non è disinvogliata) a far saltare delle corse. Una corsa, per l'azienda, ha un costo. Se la corsa salta, e il consorzio non controlla adeguatamente, l'azienda risparmia i costi della corsa, senza alcuna penalizzazione. Di contro, l'azienda non ha alcun interesse a predisporre corse aggiuntive, ad esempio in periodi particolari, o in giorno particolari: se ad esempio un giorno la linea ferroviaria è bloccata per problemi, un'azienda di autobus che copre la stessa tratta bloccata, non ha interesse a predisporre corse aggiuntive, in quanto per essa rappresentano solo un costo (solo da pochi mesi, da quando sono stati introdotti i biglietti aziendali, questo è parzialmente vero, infatti l'azienda con più corse, vende più biglietti "suoi").

PROPOSTE:
Alla luce di ciò, è necessario introdurre alcune correttive ai regolamenti di ripartizione dei fondi, in modo da indurre le aziende di TPL ad erogare più corse, e di migliore qualità. Di qui, alcune proposte:

1) CONTROLLARE ELETTRONICAMENTE IL SERVIZIO FORNITO DALLE AZIENDE DI TRASPORTO: i controlli a campione non sono sufficienti ad assicurare al Consorzio che le aziende effettuino le corse secondo il contratto di servizio. E' necessario introdurre dei meccanismi di controllo sistematici ed elettronici. Ogni corsa deve essere tracciabile e verificabile dal consorzio.Si potrebbero utilizzare delle obliteratrici intelligenti, da cui, periodicamente (anche quotidianamente) il Consorzio Unico possa scaricare i dati delle corse realmente effettuate (il cosiddetto Rapporto di Servizio), così da avere sempre i dati aggiornati per poter ripartire i fondi in base all'effettivo servizio reso dalle aziende di TPL. Esistono metodi di sicurezza informatica per rendere i dati delle corse "sicuri", ossia immodificabili dalle aziende, affinché non possano essere manipolati a proprio vantaggio dalle aziende.

P.S. da questa proposta, sembrerebbe che non mi fido delle aziende di trasporto: E' PROPRIO COSI'!Qui ho raccontato una mia disavventura a seguito di una corsa di autobus saltata, pochi giorni dopo l'azienda mi rispose, sempre sulle pagine di salernonotizie, NEGANDO IL FATTO CHE LA CORSA FOSSE SALTATA!

2) PESARE, NEL CRITERIO DI RIPARTIZIONE DEI FONDI DEL CONSORZIO, L'UTENZA EFFETTIVA: il TPL è un servizio universale, pertanto non deve essere asservito alla logica degli utili, infatti la gran parte dei costi è sostenuto dalla regione. E' possibile però mettere in concorrenza le aziende del consorzio, al fine di spingerle a migliorare la qualità del servizio.Si è detto che la ripartizione dei fondi tra le aziende avviene in base (sostanzialmente) in base al numero di chilometri percorsi: un modo per invogliarle ad aumentare la qualità del servizio consiste nel ripartire PESARE nel calcolo della ripartizione dei fondi anche IL NUMERO DI UTENTI effettivi, numero di utenti che si tramuta quindi nel NUMERO DI OBLITERAZIONI DI BIGLIETTI/ABBONAMENTI.Per capire la proposta, consideriamo il caso in cui per una data tratta siano disponibili due corse, una su treno ed un'altra su autobus: pesare il numero di utenti effettivamente trasportati nel calcolo dei fondi spettanti (ad esempio, mensilmente) invoglierebbe le aziende ad aumentare la qualità del servizio, migliorando i mezzi, le condizioni di viaggio, il comfort dell'utente. In sintesi, più utenti corrisponderebbero a più soldi.Chiaramente l'utenza effettiva dovrebbe pesare solo per una certa percentuale nel riparto dei fondi, in quanto il servizio pubblico è un servizio universale che va garantito a tutti i cittadini, e i collegamenti con scarso bacino di utenze (es. piccoli paesi) devono essere sostenibili (per le aziende di TPL, non chiaramente per la regione) e garantiti a prescindere.

Sarebbe necessario quindi calcolare una quota per chilometro tale da rendere sostenibile tutte le tratte, e ripartire il resto dei fondi in maniera "meritocratica" (come appena detto).Il Consorzio può ottenere numero di utenti realmente trasportati "scaricandolo" dalle obliteratrici periodicamente, contemporaneamente agli altri dati sulle corse, come detto alla proposta 1)Lo "svantaggio" per l'utente consisterebbe nel dover "obliterare" il biglietto/abbonamento su tutti i mezzi; per gli abbonamenti sarebbe sufficiente "toccare" le obliteratrici, così come già avviene ad esempio nella Linea 1 della Metropolitana di Napoli. Se un utente quindi utilizza un treno per una tratta lunga, ed un autobus urbano, deve obliterare il biglietto/abbonamento due volte, ed il prezzo del suo biglietto verrà quindi ripartito in maniera proporzionale ai chilometri tra l'azienda ferroviaria e l'azienda dell'autobus.

3) RIDURRE L'ABUSIVISMO
in conseguenza del punto 2), le aziende avrebbero tutto l'interesse ad aumentare il numero di utenti paganti sui propri mezzi, sia per vendere biglietti aziendali (già esistenti) sia per incassare di più dalla ripartizione definita "meritocratica". Pertanto sarebbero invogliate in ogni maniera a ridurre il numero di passeggeri abusivi.Numerosi sono gli strumenti di contrasto all'abusivismo si possono utilizzare:
  • tornelli agli ingressi dei mezzi (anche su bus/tram), OPPURE far controllare agli autisti che tutti i timbrino il biglietto (si salirebbe solo dall'ingresso autista, e l'obliteratrice dovrebbe emettere un certo suono alla corretta obliterazione): avviene così a Barcellona, a Londra, ad Amsterdam, dove gli autisti non ripartono se tutti i passeggeri non hanno obliterato il biglietto / abbonamento (tramite "tocco").
  • incremento del numero di controllori sui mezzi, i cui ricavi delle multe dovrebbero andare in maggior parte all'azienda che effettua il controllo (e che effettua la multa)

4) CONSENTIRE ALLE AZIENDE DI VENDERE BIGLIETTI A BORDO A PREZZO MAGGIORATO:
Le aziende dovrebbero poter vendere i biglietti a bordo, tramite bigliettai o tramite gli autisti, come avviene in gran parte d'Europa. Il biglietto acquistato a bordo avrebbe un costo maggiorato del 50%, e l'autista/bigliettaio non sarebbe tenuto necessariamente ad avere il resto. In questo modo si incentivano gli utenti ad acquistare i biglietti a terra, o comunque a fare un abbonamento.


Sono grato in anticipo per qualsiasi contributo alla discussione!

Un saluto, e in bocca al lupo ;)

vinicali@alice.it
Messaggi: 1
Iscritto il: 10/02/2015, 8:52

Re: Alcune proposte per il Trasporto Pubblico Locale in Campania

Messaggioda vinicali@alice.it » 10/02/2015, 8:57

Sono d'accordo. ..per controllare le corse ormai penso sia molto facile con un gps o scatole nere insomma un ottimo progetto le soluzioni possibili c sono.

roberto.cocchis
Messaggi: 4
Iscritto il: 13/02/2015, 12:06

Re: Alcune proposte per il Trasporto Pubblico Locale in Campania

Messaggioda roberto.cocchis » 13/02/2015, 19:19

Io non sono del tutto d'accordo sulle proposte relative al trasporto pubblico, benché le consideri già un bel passo avanti rispetto alla situazione attuale.
Sinceramente, penso che i vari enti e consorzi dei trasporti, a livello locale, siano dei carrozzoni che costano infinitamente di più di quel che rendono e valgono. Una quantità di costi è inutile e superflua: i consigli di amministrazione e i dirigenti costano tantissimo e non producono assolutamente nulla, spesso sono addirittura dannosi. La dimensione degli enti li costringe a svolgere gare d'appalto in condizioni tali che i costi che si vengono a pagare per qualsiasi fornitura sono al di fuori di qualsiasi logica di mercato, al punto che spesso finiscono per non essere neppure pagati per mancanza di liquidità, creando seri problemi all'indotto.
Andrebbe incentivato invece il piccolo trasporto, ma non nel senso dei taxi che sono una consorteria che gode di privilegi assurdi e superati. Si dovrebbe incentivare chi vuole farlo a prendersi un'auto o un pulmino e, rispettando tutta una serie di norme chiare e semplici sulla fatturazione e la sicurezza e stabilendo dei minimi e dei massimi inderogabili di costo delle corse, dedicarsi al trasporto di chi ne ha bisogno, preferibilmente mettendosi in rete con altri e facendo gestire i viaggi in modo ottimale da un server centrale sul modello, ad esempio, degli Shuttle che collegano Parigi ai suoi aeroporti (a un costo più basso, però, se no l'utenza scappa), dedicandosi a una particolare area del territorio (ben conosciuta dall'autista) ma senza itinerari obbligati, bensì secondo il bisogno dei passeggeri.
Non mi dite che in questo modo non si decongestionerebbe il traffico e non si creerebbe nuova occupazione. Tra l'altro, molti lo fanno già in nero. Si deve solo farlo emergere legalizzandolo a patto che sia svolto in modo vantaggioso per tutti.

Dario Palumbo
Messaggi: 2
Iscritto il: 06/02/2015, 21:26

Re: Alcune proposte per il Trasporto Pubblico Locale in Campania

Messaggioda Dario Palumbo » 18/03/2015, 19:29

Sia ieri che oggi gli autisti della Sita Sud non erano a conoscenza di caos vario sulle strade. Sia ieri che oggi gli utenti (noi) sapevano da subito, tramite passaparola, che
- c'era un incidente (ieri)
- c'era un blocco per una manifestazione (ora)

Io ed altri utenti abbiamo consigliato agli autisti strade alternative, che ovviamente loro hanno dovuto concertare con qualche responsabile a terra. Qualche bus ha fatto vie alternative, quasi tutti gli altri hanno fatto ritardi di ore.

Che ci vuole ad allestire una centrale di monitoraggio, che informi puntualmente di problemi e che suggerisca live delle soluzioni?

Non serve neanche una telecamera, basta monitorare i social network e collegarsi a Google Maps o Waze (offrono in diretta e gratis la situazione traffico) !

Da questa disavventura ancora in corso, una nuova proposta : istituire una centrale di monitoraggio regionale , in comunicazione continua con i mezzi sulle strade, per ridurre i disagi in caso di blocchi e/o incidenti!


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