MO vado in aspettativa: non possiamo più aspettare

Da oggi comincia la mia aspettativa a reddito zero al Mattino. C'è da impegnarsi ventre a terra nella raccolta firme e non si possono fare bene due cose insieme.

Viviamo in un Paese poco serio: la data del voto non è ancora fissata nonostante la consiliatura scada il 27 marzo. La Regione Campania non ha neppure diffuso la modulistica per la raccolta delle firme: eppure la legge prevede 180 giorni per le sottoscrizioni e quindi da mesi avrebbe dovuto essere tutto pronto. Ma proprio perché troppe cose intorno a noi sono approssimative, tocca essere rigorosi fino all'estremo.

Diciamola in chiaro: in un mondo normale i politici fanno politica e i giornalisti sono cane da guardia in favore dei cittadini. A me è capitato di raccontare scelte assurde da parte del governo, come quella di destinare il 98,8% degli investimenti ferroviari al Centronord o di valutare pari a zero il fabbisogno di asili nido in tanti Comuni del Mezzogiorno. Di fronte a denunce circostanziate e non smentite, però, ho dovuto registrare l'apatia se non la complicità di tanti politici meridionali. Una, due, cento volte. Finché ho capito: raccontare non basta più. Pensare di correggere le storture della politica denunciandone gli errori è un'ingenuità. Ho compreso un po' alla volta che troppi politici meridionali ritengono che il loro compito storico sia gestire il declino del Mezzogiorno. Si sentono deboli – all'interno di partiti nazionali che da tempo li hanno relegati ai margini – per imporre una visione, per fare davvero gli interessi della propria terra. Pensano che sia inutile contrastare quello che ritengono l'inevitabile, triste, destino del Sud.

A questa complice rassegnazione dico no. Non mi importa cosa potrà costare come sacrificio personale la campagna elettorale. Non fa nulla se altri pensano che il voto in Campania sia già nelle mani dei trafficanti di consenso. Di fronte al disastro della disoccupazione, dell'emigrazione, al dramma di genitori che seppelliscono i propri figli nella Terra dei Fuochi, di fronte a un governo che trucca i dati persino sugli asili nido è dovere morale reagire e dare per la prima volta dopo 154 anni la possibilità ai cittadini - della Campania oggi e ai meridionali tutti domani - di votare per una lista diretta espressione del territorio, fatta di persone coraggiose, non di burattini nelle mani dei segretari di partito. La lista MO non prende e non prenderà ordini da Torino, Milano, Roma, Firenze e nemmeno da Genova.

Chi mi conosce sa che ho una sola parola. Ho firmato migliaia di articoli nella mia vita, anche molto delicati, senza che mi debba vergognare neppure per uno di questi. Da assessore al Comune di Napoli ho preso decisioni in favore di chi rispetta le regole. Da candidato presidente ho fatto una scelta limpida: non sarò contemporaneamente nella lista civica perché l'obiettivo non è la poltrona. Chi ha timore che la politica possa sporcarmi non sa di che pasta sono fatto. Vero: proveranno a isolarci, a scoraggiarci, a denigrare. Diranno che siamo pochi illusi. Ma quando capiranno quanti siamo e la rabbia che abbiamo in corpo, per loro sarà tardi. MO non possiamo più  aspettare.

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