I Governi “a trazione centro-settentrionale” non fanno bene ai lavoratori del Sud

di Mattia Di Gennaro

L’articolo degli economisti Mariano Di Bella e Silvio Di Sanzo apparso su “LaVoce.info” non lascia scampo a dubbi: la crisi ha inciso pesantemente sul livello degli occupati delle regioni meridionali.

L’impietoso grafico, tratto dall'articolo della coppia di ricercatori, rappresenta l’andamento del numero degli occupati per ciascun trimestre da inizio 2010 fino a fine 2014, ponendo come base il numero degli occupati osservati nell'ultimo trimestre 2009; per esemplificare, laddove i valori sono superiori a 100, significa che c’è stata una crescita nel trimestre di riferimento rispetto al valore di fine 2009.

Quanto riportato è agghiacciante!

Come si può ben vedere, la curva che descrive l’andamento del numero degli occupati al Sud sprofonda in corrispondenza del secondo trimestre 2012 e tale caduta continua fino a fine 2013, per poi stabilizzarsi sostanzialmente a un livello di occupazione molto più basso rispetto a quello di partenza di fine 2009.

La situazione nel Mezzogiorno è ancor più preoccupante se confrontata con la quella degli occupati al Centro—Nord; nell'intero periodo di tempo considerato, il livello di occupazione per tali regioni si è mantenuto sostanzialmente allo stesso punto, tranne che per una leggera flessione durante tutto il 2012 e nel primo trimestre 2013.

Nella figura sopra riportata potete osservare, inoltre, il susseguirsi di Governi che hanno operato durante il periodo considerato. Ebbene, abbiamo provato a fare un’indagine sulla composizione di tali governi per cercare di spiegare come mai si fosse lasciata così andare la situazione del Mezzogiorno al punto da causare la perdita di centinaia di migliaia se non milioni di posti di lavoro, al prezzo di una stabilizzazione degli occupati al Centro Nord.

Quello che abbiamo scoperto ha dell’incredibile!

Il quarto Governo del milanese Berlusconi, iniziato nel Maggio del 2008 e decorso a novembre 2011 era composto da 24 ministri di cui 17 ministri provenivano dal Centro-Nord (con ben 3 ministri della Lega Nord, che allora faceva danni al Governo) e solo 7 dalle regioni del Sud e di questi 7, nessun meridionale ricopriva cariche nei ministeri economici o del lavoro. Gli effetti di tale Governo si sono palesati inesorabili durante il successivo esecutivo.

Il successivo Governo Monti (nato a Milano), il governo “tecnico” in carica da novembre 2011 ad aprile 2013, ha visto un’ancora più risicato affidamento a ministri provenienti dal Mezzogiorno; del 19 titolari di dicasteri ben 16 provenivano dal Centro-Nord e solo 3 dal Sud e precisamente da napoli e provincia. Nemmeno a dirlo, nessun meridionale nei ministeri economici o del lavoro. Come si può vedere dalla figura soprariportata, è proprio durante il Governbo Monti che il livello degli occupati al Sud inizia a sprofondare continuando fino all’insediamento del pisano Enrico Letta.

Il Governo Letta, in carica da fine aprile 2013 a febbraio del 2014 era composto da una squadra di ministri più variegata rispetto ai governi precedenti; la parte da padrone, naturalmente, era fatta dai 13 ministri del Centro-Nord che occupavano tutte le poltrone più importanti, seguiti da 5 meridionali (tra cui l’ascaro Alfano e nessun ministero economico) e ben 2 “straniere” naturalizzate italiane, Josefa Idem e Cecile Kyenge. Durante il Governo Letta il numero degli occupati al Sud è continuato a precipitare per poi stabilizzarsi a un livello che, comunque, rappresenta una perdita di centinaia e centinaia di migliaia di posti di lavoro rispetto ai valori di fine 2009.

Ma veniamo all'esecutivo del fiorentino Matteo Renzi, composto da 17 ministri distribuiti secondo un pietoso rapporto di 15 ministri del Centro-Nord e 2 del Sud, tra cui c’è l’ascaro Alfano. Tale squadra di Governo, che sarà ricordata tra le più anti-meridionali in assoluto, annovera politici del calibro di Graziano Delrio, quello che preferisce non investire in ferrovie al Sud perché ci sono troppe rocce (e pertanto Ministro delle Infrastrutture trasporti), Dario Franceschini che vuole strappare a Napoli parte della collezione Farnese, lasciata da Carlo III di Borbone al popolo napoletano, per portarla in quella che crede essere la sede originaria (al Nord) in base alla sua profonda ignoranza (e pertanto Ministro dei Beni e attività culturali) e la ormai mitica Beatrice Lorenzin, capace di imputare ai poveri campani che vivono nella Terra dei Fuochi di avere una speranza di vita più bassa rispetto a quella degli altri italiani per colpa degli stili di vita sbagliati (e pertanto Ministro della Salute).

L’incubo non finisce qui, purtroppo; se il trend degli occupati al Centro-Nord sembra prendere una piega positiva, sulle ali dell’EXPO di Milano e degli investimenti pubblici riversati copiosi in questi territori (alla faccia di chi dice che il Sud è una spugna di denaro pubblico, cercate su Internet TAV Brescia-Verona o Terzo Valico dei Giovi) al Sud la situazione non lascia tranquilli, dato che dal grafico non vi è nessun accenno d’inversione di rotta.

Solo una forza politica meridionale, radicata al territorio può arginare l’emorraggia negli occupati al Sud.

MO lo sai!

3 Risposta

  1. Non è possibile che magari il tessuto economico meridionale sia stato più sensibile alla crisi in virtù della sua fragilità?! Il nesso che si vuole dimostrare con il grafico non ha nessuna logica. Addirittura anche il luogo di nascita di ogni singolo presidente. Siamo caduti proprio in basso. Invece di pensare a come risolvere i nostri problemi, ci siamo inventati il meridionalismo per dare la colpa a qualcun altro.
    • MO
      Caro Antonio, non travisare le nostre parole. I dati dimostrano che il tessuto economico del sud e più fragile e va difeso e tutelato. Il fatto che l'ultimo capo del governo meridionale sia stato De Mita ci mette di fronte la responsabilità di allontanare una classe dirigente e politica incapace di tutelare gli interessi dei propri territori e ripartire con proposte innovative e concrete. Non rovesciamo la questione.
  2. Marcello
    Scusate ma parliamo di aria fritta nessun politico , del nord o del Sud ha mai fatto nulla di buono da 1860 . Quei pochi che hanno fatto qualcosa ci hanno dato solo le briciole ....

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