MO possiamo: ecco perché mi candido

Sabato 28 febbraio c'è stata un’assemblea a Napoli dei promotori della lista civica “MO!” per individuare il candidato presidente alle prossime regionali in Campania. E il nome indicato è il mio.

Sono, soprattutto, un giornalista e ho raccontato in questi anni come i governi abbiano scritto e attuato provvedimenti che rischiavano di allargare il divario di servizi e, cosa forse ancora più grave, il divario di opportunità, di diritti, di crescita culturale tra le due Italie. I dati certificano che, nonostante le denunce, il divario si è davvero allargato e oggi chi nasce e vive nel Mezzogiorno non soltanto ha meno opportunità di lavorare, minori possibilità di muoversi con mezzi pubblici, ma anche più difficoltà a ricevere un’assistenza sanitaria adeguata e persino ad assicurare ai figli un’istruzione standard.

Mentre un'inchiesta dopo l'altra raccontavo tali cose, non ho mancato mai di sottolineare l’insufficienza di una classe dirigente meridionale, apparsa a volte distratta, talaltra inetta, in qualche caso addirittura complice.

Ecco, aver evidenziato le cattive azioni del governo - con qualche vero e proprio scoop - ha soddisfatto la mia coscienza professionale: in fondo ogni giornalista sogna di poter fare le pulci al potere mettendolo di fronte alle proprie responsabilità. Tuttavia aver riportato, anche nei particolari, l’inettitudine dei politici meridionali mi ha turbato come cittadino: denunciare un’ingiustizia, non basta se non c’è qualcuno che raccoglie la denuncia e la fa propria per cambiare le cose.

Durante gli incontri dei promotori di MO! di San Giorgio a Cremano a novembre, di Caserta a dicembre, di Cava de' Tirreni a gennaio ho visto crescere un movimento vivace; ma ogni volta mi ripetevo che non dovevo illudermi: l'obiettivo non è a portata di mano.

Dopo l'assemblea del 28 febbraio nella Sala Positano la penso diversamente. Ho visto, abbiamo visto in tanti, persone che si ritrovavano nello stesso posto per un sentimento, come è stato detto, prima ancora che per dare vita a un'azione politica. Persone che non auspicano un generico tempo migliore ma che con la loro vita dimostrano che è possibile incidere sul corso delle cose. Ora si tratta di ricucire quel filo che tiene insieme azioni civiche e scelte politiche, un filo spezzato molti anni fa dai trafficanti di consenso.

Certo, ci saranno le difficoltà tecniche della raccolta firme, quelle di una campagna elettorale controcorrente. Però ci sono persone alle quali il progetto di “MO!” sta dando una speranza. Lo leggi nei loro occhi. Persone che, alcune, hanno sofferto cose troppo dure anche solo da raccontare, eppure hanno trovato il modo di raccontarle.

Ecco perché dico un sì convinto a chi mi spinge a candidarmi. Dobbiamo dare, con una lista civica, un segnale a questo territorio, oggi la Campania, domani tutto il Mezzogiorno, che vorrà essere chiaro: è solo da noi stessi e non da altri che può nascere il riscatto. Ecco perché non mi tirerò indietro: i vostri occhi sono la mia forza, sono la nostra speranza.

MO POSSIAMO.

4 Risposta

  1. Foss a VOT bona!!! Io sto con voi.
  2. La speranza e' l'ultima a morire ... Io ci sono .
  3. Io ci sto!
  4. sarebbe auspicabile, ma non vorrei che fosse un satellite di DEMA

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